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Ennesima riorganizzazione dell'Istat. Forzatura su uffici territoriali e raccolta dati

Senza confronto, già decise alcune modifiche all'organizzazione. Ora comincia una fase di ascolto

03/03/2021
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Martedì 2 marzo si è svolto un incontro sugli uffici territoriali con l'amministrazione. Di seguito il comunicato della FLC CGIL che riassume i contenuti della riunione.


ENNESIMA RIORGANIZZAZIONE DELL’ISTAT:

FORZATURA SU UFFICI TERRITORIALI E RACCOLTA DATI

Nel corso dell’incontro tra sindacati e amministrazione sull’assetto degli uffici territoriali di martedì 2 marzo, è stato delineato dall’amministrazione un percorso che inizia oggi, per creare un nuovo modello per la rete degli uffici territoriali. Per definirne i contorni è stato incaricato il direttore generale. Sono state quindi annunciate alcune decisioni già prese dal Consiglio, senza nessuna informazione preventiva, nemmeno - a quanto ci risulta - alla dirigenza dell’Istituto.

Da una parte si è proceduto alla proroga di tutti gli attuali dirigenti territoriali (in scadenza al 31 marzo) fino al 30 giugno, proprio in vista di questa nuova riorganizzazione. Dall’altro dal 1° aprile sarà soppressa la DCRT, creata solo 1 anno e mezzo fa, “parcheggiando” gli uffici territoriali (almeno fino al 30 giugno) sotto al DIRM, come era fino a ottobre 2019. Analoga soppressione “a freddo” riguarda il servizio RDB della direzione di raccolta dati: decisione comunicata ai lavoratori venerdì dal direttore Menghinello e non condivisa prima, nemmeno con il comitato di presidenza.

Una forzatura che prevede l’eliminazione della direzione DCRT non è un buon punto di partenza per aprire un ragionamento condiviso sugli uffici territoriali, così come la soppressione del servizio RDB non è una risposta al disagio organizzativo dei colleghi impegnati sul fronte della raccolta dati.

Le decisioni del Consiglio segnano una profonda distanza tra amministrazione e lavoratori, ancora più grave in questa fase di isolamento dovuto alla pandemia e di difficoltà su tanti fronti.

I lavoratori dell’Istat sul territorio hanno visto un assetto “a elastico” negli ultimi anni, con la direzione soppressa, poi ripristinata e ora nuovamente soppressa: è incredibile che alcuni di coloro che hanno deciso queste riorganizzazioni siano rimasti gli stessi negli anni, approvando tutte queste decisioni, in continua contraddizione una con l’altra. Abbiamo evidenziato come il legame stretto tra rete territoriale Istat e Sistan, ribadito in tutti i documenti ufficiali, tra i quali il PTA approvato a gennaio, è in netta contraddizione con questa scelta.

Per noi questa decisione deve necessariamente essere quindi intesa come provvisoria. Negli ultimi anni gli uffici territoriali sono sempre stati penalizzati in termini organizzativi: alla fine del percorso da qui a giugno si deve arrivare ad un assetto migliorato e potenziato rispetto a oggi.

Occorre partire dalla condivisione dell’importanza delle sedi sul territorio: l’Istat deve mantenere una presenza fisica in tutte le regioni. L’amministrazione deve risolvere al più presto il problema della sede di Catanzaro, che non può rappresentare un precedente: su questo il direttore generale ha dato ampie e ripetute rassicurazioni.

È necessario fare partire un reclutamento ad hoc per gli uffici territoriali e per la raccolta dati, come appare sempre più urgente e necessario. Le attività dei lavoratori sul territorio vanno pienamente riconosciute e considerate, a cominciare dalla rappresentanza istituzionale e il rapporto con gli enti Sistan sul territorio, la formazione delle reti di rilevazione, la promozione della cultura statistica: aspetti che spesso vengono valorizzati poco in occasione delle procedure selettive interne e dei concorsi.

Occorre definire un assetto stabile, sensato e con orizzonte temporale adeguato delle strutture, dirigenziali e non dirigenziali, con una più chiara attribuzione dei ruoli e dei centri di responsabilità. Deve essere preservato il valore della trasversalità delle funzioni e delle professionalità presenti negli uffici territoriali. La dottoressa Buratta ha sottolineato le altissime professionalità presenti negli uffici territoriali, anche in relazione alle attività di ricerca dell’Istituto.

Il direttore generale ha proposto di utilizzare l’organismo paritetico per l’innovazione tecnologica come luogo per procedere a un confronto su questo tema con le organizzazioni sindacali: può – forse - funzionare solo se la composizione viene allargata. Abbiamo chiesto che siano coinvolti tutti gli interlocutori interni (i lavoratori degli uffici territoriali e loro rappresentanze, i dirigenti dell’Istituto) ed esterni (regioni, Anci, USCI, ecc.): tutti attori non presi in considerazione per la decisione presa dal Consiglio nell’ultima riunione. Per quanto ci riguarda organizzeremo a breve momenti di confronto con assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici.

Venerdì 5 marzo è previsto il prossimo incontro di contrattazione, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, con aggiornamenti sul lavoro agile emergenziale, i bandi articolo 15 e 22, gli incentivi per RUP e DEC.

2 marzo 2021

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