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ISTAT: diamoci una mossa con la mobilità casa-lavoro!

Primo incontro con la mobility manager

01/12/2020
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Si è svolto martedì 1 dicembre 2020 il primo incontro tra le organizzazioni sindacali, la RSU di Roma e Patrizia Grossi, la mobility manager dell’Istituto nominata ad agosto. Hanno partecipato alcuni colleghi del gruppo Ciclistat.

L’incontro è stato chiesto dalla FLC CGIL a partire da maggio e sollecitato numerose volte, per iscritto e nel corso delle riunioni che si sono svolte negli scorsi mesi. Nell’ultimo mese, anche la RSU aveva richiesto un incontro sul tema.

Patrizia Grossi ha illustrato con alcune slide il lavoro svolto fin qui dalla sua nomina di inizio agosto, improntato a un’analisi della “domanda” e dell'“offerta” di mobilità: molto interessanti i dati sugli spostamenti casa-lavoro pre-pandemia e sulle distanze, enucleati dall’indagine campionaria sul lavoro agile in Istat condotta a inizio anno (239 rispondenti). 

La FLC CGIL ha chiesto di avere queste slide, che sono state fornite alle rappresentanze sindacali nel pomeriggio dopo la riunione. Peraltro si starebbe predisponendo uno spazio sulla Intranet dedicato alle tematiche della mobilità.

La FLC CGIL ha quindi auspicato che nei prossimi incontri sia presente anche una delegazione dell’amministrazione, con l’obiettivo di affrontare gli argomenti in un’ottica generale di contrattazione e confronto sindacale.

Abbiamo ricordato che con i risparmi del part time è possibile incentivare la mobilità e che qualche anno fa era stato predisposto un piano contenente una serie di incentivi economici ai dipendenti, bloccato dal vecchio collegio dei revisori. Bisognerebbe riprendere quel progetto o impiegare quelle risorse per il personale che ha subìto uno spostamento di sede negli scorsi anni. A dicembre 2019 (cfr. l’art. 9 del protocollo d’intesa) l’Istat si era impegnato a riprendere il confronto sindacale su questo punto entro marzo, poi a causa dell’emergenza l’impegno era slittato a ottobre. Siamo a dicembre e non sembrano essere stati fatti passi avanti, anche se la mobility manager ha sostenuto che è in corso un approfondimento “giuridico”.

Abbiamo quindi chiarito che ci sono due tempi: uno è quello dell’attuale situazione di emergenza, che richiede soluzioni rapide e ad hoc volte alla massima tutela della salute dei lavoratori disponibili a rientrare nelle sedi di lavoro, l’altro è quello “a regime”, che richiederà un approfondimento e che dipende da molte scelte di ordine generale, a partire da quelle sul lavoro agile post pandemia.

Nell’immediato abbiamo chiesto quindi di attivare tutte le convenzioni possibili per car sharing, bike sharing e parcheggi, anche in collaborazione con altri enti, possibile grazie alla rete dei mobility manager.

La mobility manager ha detto di avere contattato tutte le ditte che a Roma si occupano di mobilità condivisa e di avere ricevuto una proposta di convenzione solo da Share Now (Car 2 Go) e dal Carsharing del comune di Roma (per quest’ultimo è stata già data comunicazione della convenzione), mentre sarebbe in corso un’interlocuzione con Enjoy. I parcheggi intorno alle sedi hanno fatto proposte economiche molto onerose.

Abbiamo quindi proposto di utilizzare i garage esistenti nelle varie sedi (principalmente il garage di via Balbo n. 7, con ingresso nella strada del mercato, e quello di viale Liegi), per dare immediatamente la possibilità a bici, biciclette e motorini di parcheggiare in sicurezza. La mobility manager ha risposto che la soluzione è al vaglio dell’ufficio tecnico e che gli unici problemi riguardano la richiesta di disporre di una parte del parcheggio da parte della ditta che si occuperà dei lavori nella sede di via Depretis, nonché le modalità di apertura (con o senza vigilantes), mentre per l’eventuale utilizzo da parte delle automobili vanno studiati i criteri di rotazione. Abbiamo quindi chiesto di dare da subito la possibilità di parcheggiare ai mezzi meno ingombranti (biciclette e motorini), per affrontare con i giusti tempi la questione delle automobili.

Per quanto riguarda le rastrelliere, è stato precisato che quelle a via Balbo 16, migliori rispetto a quelle (ad esempio) a via Depretis, sono state installate dal Comune di Roma e che l’Istat ha chiesto di procedere ad analoga installazione davanti alle altre sedi.

La FLC CGIL ha inoltre chiesto per l’ennesima volta di risolvere la questione delle bici pieghevoli, che attualmente non vengono ammesse all’interno delle sedi per presunte questioni di sicurezza. In molti altri enti pubblici e privati questo è possibile e le biciclette possono essere portate dai dipendenti nelle proprie stanze. Se questa soluzione non vuole essere percorsa dall’amministrazione, possono essere individuate aree dedicate all’interno delle sedi (al momento appare peraltro molto facile, visto che molti spazi sono inutilizzati a causa della scarsa affluenza di personale). La mobility manager si è impegnata ad accelerare questo passaggio, già sollecitato. Noi abbiamo utilizzato questo tempo anche per una ricognizione “dal basso” presso altri enti o istituzioni che permettono agevolmente l’ingresso di biciclette all’interno delle sedi.

Abbiamo ricordato che il tema della mobilità casa-lavoro riguarda anche le lavoratrici e i lavoratori delle sedi territoriali. Patrizia Grossi ha comunicato che si sta formando un’apposita task force permanente, comprendente colleghi degli uffici territoriali, che si occuperà di attuare una ricognizione simile a quella già fatta per le sedi romane.

E’ inoltre stato sottolineato che il questionario predisposto dal CUG, che sarà inviato a tutti i dipendenti dell’Istat nei prossimi giorni, potrà fornire ulteriori dati utili anche sulla questione degli spostamenti casa-lavoro. Per questo invitiamo fin d’ora il personale a rispondere, affinché i dati siano il più possibile affidabili.

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