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ISTAT: quanto ci costa la mini-modernizzazione di Blangiardo

472mila euro di costi aggiuntivi con l'aumento delle direzioni!

15/10/2019
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Il 2 ottobre scorso il Consiglio dell'Istat ha deliberato la nuova organizzazione dell'Istituto e insieme anche i nuovi stipendi dei futuri direttori. Di seguito il comunicato della FLC CGIL.


QUANTO CI COSTA LA MINI-MODERNIZZAZIONE DI BLANGIARDO

Il 2 ottobre il Consiglio dell’Istat non ha solo deciso di riorganizzare l’ente aumentando le posizioni dirigenziali, spingendosi ai livelli massimi consentiti dalla normativa, ma anche di adeguare le retribuzioni dei direttori, in coincidenza con il rinnovo contrattuale della dirigenza di quest’estate.

Il risultato, secondo i nostri calcoli, è una spesa annuale aggiuntiva di quasi 472 mila euro, dei quali solo 88mila giustificati dal rinnovo del CCNL: risorse direttamente sottratte a nuove assunzioni di personale, e alla valorizzazione e al benessere degli attuali lavoratori.

Evidentemente il principio del contenimento della spesa pubblica, che ha portato proprio in questi giorni perfino al taglio del numero dei parlamentari, non vale per la dirigenza dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Ci chiediamo che ne pensano i revisori e gli “organi di vigilanza”, normalmente attentissimi ai livelli stipendiali, alle indennità e alle progressioni economiche del personale non dirigenziale.

Sono stati sfruttati tutti i limiti massimi previsti dalla norma. Le 71 posizioni dirigenziali totali, i 3 direttori amministrativi, i fondi del trattamento accessorio stabiliti nel 2013 per i dirigenti di prima fascia e i dirigenti tecnici (mai adeguati né tagliati!): tutti i numeri sono stati spremuti al massimo per permettere alla mini-modernizzazione di funzionare. Ci auguriamo almeno che scompaia la misteriosa voce del “maturato economico” dalle retribuzioni dei direttori.

Posizioni dirigenziali

Prima

Dopo

Differenza

Direzioni centrali amministrative

2

3

+1

Direzioni tecniche

13

16

+3

Servizi amministrativi

8

8

-

Servizi tecnici

44

44

-

Totale

67

71

+4

Come già espresso nei precedenti comunicati, la FLC CGIL è nettamente contraria all’aumento delle posizioni dirigenziali e dei livelli gerarchici, non comprende la necessità delle direzioni di “coordinamento tematico”, le cui attività si sovrappongono peraltro con i due nuovi servizi in staff al Dipartimento di produzione statistica, ed è particolarmente perplessa sulla legittimità di assegnare compiti di pianificazione strategica alla direzione generale.

Abbiamo anche forti dubbi sulla possibilità di scegliere dirigenti che sono prossimi al pensionamento, senza rispondere a un ragionamento organizzativo o a una valutazione effettiva dei risultati raggiunti dagli attuali direttori, apparentemente solo con il duplice obiettivo di garantire un corposo trattamento di fine servizio ai beneficiari e di attendere i mesi necessari a che i concorsi appena riaperti si concludano con il passaggio al I livello di una parte “designata” degli attuali primi ricercatori e primi tecnologi.

Le uniche novità che sembrano rispondere, almeno nelle intenzioni, a una qualche razionalità e a un ripensamento di alcuni aspetti della “modernizzazione” di Alleva riguardano la creazione della direzione degli uffici territoriali, lo spostamento della Raccolta dati nel dipartimento di produzione e la creazione di un nuovo servizio informatico. Peccato che non ci sia traccia nei documenti e nelle dichiarazioni dei vertici dell’Istituto di un esplicito riconoscimento dei danni provocati dalla modernizzazione alle attività dell’ente.

15 ottobre 2019

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