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Precari Istat: incontro interlocutorio sui concorsi speciali

L’amministrazione vuole predisporre ancora prove scritte e orali

01/12/2015
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L’incontro di lunedì 30 novembre tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione sul personale a tempo determinato ha affrontato principalmente la questione del concorso speciale riservato previsto dal DL 101/2013.

La FLC CGIL ha ricordato innanzitutto che si tratta solo del primo e insufficiente strumento nella prospettiva di stabilizzare tutti i 348 precari attualmente presenti all’ISTAT. L’amministrazione ha condiviso a parole questa impostazione, pur non fornendo alcun elemento concreto rispetto alla soluzione complessiva.

I posti a concorso per la selezione speciale sarebbero 53, di cui 20 da ricercatore, 5 da tecnologo e 28 da CTER. I 118 aventi diritto sarebbero distribuiti in 45 ricercatori, 11 tecnologi e 62 CTER.

L’amministrazione vuole predisporre un unico concorso per ciascun profilo, prevedendo una prova scritta, un colloquio e i titoli. I titoli, secondo l’amministrazione, dovrebbero avere un punteggio inferiore rispetto allo scritto e all’orale per “oggettivare il più possibile la selezione” e non premiare oltremisura l’anzianità e i titoli interni considerati poco affidabili (lettere d’incarico, gruppi di lavoro ecc.), nell’ottica di “selezionare il personale migliore”.

Premesso che il numero degli aventi diritto e dei posti a concorso non sono aggiornati e vanno posti a verifica, la FLC CGIL ha chiesto di inserire tra i partecipanti anche coloro i quali, a causa di richieste motivate di proroga, abbiano una data di assunzione a T.D. di poco successiva al 31 ottobre 2010 e che sarebbero dovuti entrare all’Istat precedentemente a quella data.

La FLC CGIL ha poi fatto notare che il concorso speciale riservato è un provvedimento di stabilizzazione del personale già interno all’Istituto. La selezione primaria è già avvenuta attraverso concorsi a tempo determinato, che – ricordiamo – hanno prodotto graduatorie che tengono conto di titoli e prove scritte e orali, ovvero concorsi pubblici a tutti gli effetti. La ratio della legge dovrebbe quindi eventualmente valutare, oltre a riprendere i punteggi ottenuti durante la procedura concorsuale già espletata, l’attività svolta dentro l’Istituto, che si può ad esempio valorizzare attraverso una relazione scritta prodotta dai singoli candidati, sull’esempio di quanto è previsto per l’avanzamento di fascia di ricercatori e tecnologi. La valutazione dei titoli deve essere coerente con la graduatoria del concorso a tempo determinato svolto a suo tempo. Anche per questo la scelta più razionale è quella di mantenere una distinzione per area oltre che per profilo (tecnologi, ricercatori, CTER), in modo da avere una graduatoria per ciascuna professionalità, come era avvenuto al momento della selezione per l’ingresso a tempo determinato. Questa soluzione appare la più sensata anche rispetto alla valutazione della semplice anzianità di servizio, fortemente influenzata da motivazioni casuali che hanno condizionato l’ingresso all’Istat nel 2010, avvenuto per tutti gli aventi diritto nell’arco di pochi mesi. In tutti gli altri enti del comparto dove sono partiti, i concorsi speciali sono peraltro stati predisposti per titoli e colloquio. Tutte le organizzazioni sindacali si sono espresse negativamente sulla proposta dell’amministrazione di prevedere prove scritte.

Sulle proroghe, è stato confermato che sono state asseverate le coperture per tutti e 348 i precari per il 2016 sui fondi dei progetti e quelli censuari (ma non sui fondi comunitari).

Sui concorsi di III livello in svolgimento, abbiamo chiesto attenzione a produrre graduatorie brevi e mirate, nonché a non sovrapporre le prove con quelle del concorso speciale, in modo da ottimizzare i diversi percorsi assunzionali.

Abbiamo chiesto se all'Istat di fossero co.co.co. che rientrassero nelle fattispecie previste dall'emendamento approvato al senato per la trasformazione a tempo determinato e l'amministrazione ne ha negato la presenza.

La FLC CGIL ha quindi chiesto conto di quanto l’amministrazione sta facendo per stabilizzare tutti i precari a livello legislativo. Ad ora non sembrano esserci provvedimenti concreti, anche se sarebbe pronto il DPCM sulla sperimentazione del censimento permanente previsto dal DLgs. 179/2012 di tre anni fa.

E' evidente che sarà necessario un ulteriore confronto, prima di bandire i concorsi speciali riservati previsti dal DL 101/2013.

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