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Riapertura delle sedi romane dell'Istat: l'amministrazione rigetta tutte le proposte sindacali

Confermata l'assemblea FLC CGIL del 2 settembre

01/09/2020
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Si è svolto nel pomeriggio di lunedì 31 agosto 2020 un “incontro informativo” dell’amministrazione con le OO.SS. e le RSU in merito al piano di rientro nelle sedi romane.

Il risultato principale è che non vi è stata nessuna apertura dell’amministrazione nei confronti delle richieste sindacali. Dopo la firma del verbale di intesa del 28 luglio nessuna nuova notizia ufficiale è arrivata fino al 31 agosto, nonostante le numerose richieste dei sindacati e delle RSU.

Rileviamo che ad oggi manca un vero piano di rientro. Secondo noi, un piano di rientro dovrebbe prevedere l’elenco condiviso e pubblico di tutti i dipendenti con associati i giorni di presenza nelle proprie postazioni. Le uniche notizie su possibili rientri dei dipendenti sono state invece inviate spesso ai soli interessati da parte delle direzioni. Non è possibile sapere neanche se il medico competente ha inviato il risultato della valutazione del secondo questionario a tutti i dipendenti interessati, né la percentuale dei dipendenti che hanno risposto al questionario!

Inoltre, non è ancora stato costituito il Comitato Nazionale di controllo per il contrasto alla diffusione del Covid-19, prerequisito al rientro in sede dei dipendenti, così come stabilito dall’accordo dal verbale di intesa del 28 luglio.

La pianificazione del piano di rientro e la sua comunicazione al personale è stata gestita in maniera caotica e con sistemi completamente differenziati, lasciando ai dirigenti tutto il potere di gestione. E’ inammissibile che i dipendenti che debbono rientrare oggi siano stati fino a poche ore fa nel dubbio sulla effettiva data di rientro, con le solite differenze di comunicazione tra direzioni. Questo comportamento, che abbiamo sempre stigmatizzato, non ha fatto altro che acuire i dissapori tra i dipendenti.

Dopo le lusinghe fatte ai dipendenti sulla bontà ed efficacia del lavoro in modalità agile nel periodo di emergenza che ha caratterizzato il Paese, nulla è stato fatto per rendere più agevole possibile il rientro in presenza, che lo ribadiamo ancora una volta, la volontarietà iniziale avrebbe garantito.

Né si comprende la “fretta” con cui si sta procedendo in queste ore, anche considerato che dal punto di vista organizzativo non ci sono esigenze produttive che motivano il rientro con queste modalità (ognuno continuerà a lavorare per telefono con il collega che sta a casa e la scelta dei dipendenti che dovranno rientrare sembra essere fatta in modo del tutto casuale).

Comunicare ai dipendenti il rientro in sede il giorno successivo nel pomeriggio tardo è indice della mancanza di volontà di costruire un dialogo, serio e costruttivo. Inoltre, diversamente da quanto era legittimo aspettarsi l’amministrazione decide di vincolare alla decisione del dirigente la possibilità di usufruire del rientro in presenza misto al lavoro agile, che sarebbe invece auspicabile per tutti i colleghi chiamati a prestare l’attività in ufficio.  

La situazione dei dipendenti in telelavoro rispetto alla possibile proroga del non rientro è ancora sospesa e quella dei vincitori dell’ultimo bando è ferma alla mancata realizzazione di progetti.  

Chiediamo che il lavoro agile misto a quello in presenza sia una prerogativa di tutti i dipendenti per far fronte a esigenze di conciliazione e per ridurre la concentrazione sui mezzi pubblici.

Chiediamo che le nostre richieste in merito ad agevolazioni per il parcheggio di mezzi privati, ad oggi totalmente ignorate, siano prese in considerazione dall’amministrazione in modo da rendere più agevole il rientro in ufficio.

Ricordiamo che i genitori di figli minori di 14 anni, le persone che prestano assistenza familiare e coloro che utilizzano i mezzi di trasporto pubblico con tempi di percorrenza elevati e i residenti fuori provincia possono segnalare la propria situazione al loro capo servizio richiedendo di continuare a prestare la propria attività da remoto.

Ricordiamo inoltre che i dipendenti che non hanno ricevuto un’email diretta del medico competente inerente il proprio stato di salute rilevato mediante questionario, non possono rientrare in ufficio.

Ci vediamo in assemblea, mercoledì 2 settembre ore 10.30

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