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Telelavoro e lavoro agile all’Istat: forse ci siamo?

Resoconto dell'incontro del 10 giugno 2019

10/06/2019
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Questa mattina, lunedì 10 giugno, si è svolto l’incontro su telelavoro e lavoro agile con l’amministrazione. E’ stato fatto il punto anche su altre questioni.

TELELAVORO

Abbiamo ribadito le criticità più volte espresse sul nuovo regolamento del telelavoro, che ovviamente sono presenti anche nella bozza di bando, che è stata trasmessa venerdì alle organizzazioni sindacali.

Ad esempio è evidentemente ingiusto che nel telelavoro ordinario non sia attribuito alcun punteggio a chi ha parenti tutelati dall’art. 3 comma 1 della Legge 104 (è preso in considerazione solo l’art. 3 comma 3). Sono stati segnalati vari refusi nella bozza di bando. Abbiamo chiesto di modificare l’art. 2 c. 1, dal quale, per com’è scritto, sembrerebbe che non tutti possono fare domanda.

Dopo un anno e mezzo di incontri, riteniamo non più prorogabile l’uscita del bando, che abbiamo quindi sollecitato.

Abbiamo chiesto, come già concordato, di ribadire l’impegno a incontrarsi prima dell’uscita della graduatoria, per valutare eventuali problemi e soprattutto un possibile incremento del numero di posizioni, anche in relazione alle domande presentate.

A nostra domanda, è stato chiarito che i telelavoratori speciali sono 46, più altri 10 colleghi che lo hanno chiesto e per i quali è in corso la procedura di approvazione. Questo significa che i posti per il telelavoro ordinario ad oggi sarebbero 220 meno 56, ovvero 164.

Il telelavoro breve non è attualmente ancora attivo. Abbiamo chiesto – in vista dell’estate – di consentire le domande, anche con un contingente limitato dedicato.

La proroga al 31 dicembre 2019 degli attuali progetti, condizionata al mantenimento delle “condizioni di disagio che avevano dato luogo alla concessione del telelavoro”, rischia di essere inutile, data la tempistica dell’Istat per i bandi di telelavoro. Potrebbe quindi essere utile pensare a un termine successivo.

Abbiamo chiesto di accettare con riserva le certificazioni provvisorie di chi ha intrapreso la procedura per il riconoscimento delle tutele della Legge 104 o dell’invalidità. Nel bando è infatti specificato che viene accettato solo il verbale definitivo rilasciato dalla competente Commissione medica INPS/ASL o CMO.

E’ stato chiesto di ampliare l’orario per il calcolo del tempo di percorrenza, attualmente fissato dalle 7.45 elle 8.15. L’importante è che rispetti l’arrivo all’Istat per le 9.30.

L’Istat si è impegnato a fare uscire il bando nella prima decade di luglio, dopo un approfondimento con la DCIT, soprattutto in relazione alla procedura on line per la presentazione delle domande, e dopo aver valutato le proposte e osservazioni sindacali.

LAVORO AGILE

Il direttore generale Camisasca ha esordito sull’importanza di un cambiamento culturale per far accettare ai dirigenti e al personale lo spirito del lavoro agile. Quindi il direttore del personale Weber ha ricordato i principali paletti normativi e posto l’accento sulla questione degli infortuni, in particolare nel caso di attività svolta in spazi diversi dall’abitazione. Il responsabile del servizio CDG Cerasoli ha invece ricordato le difficoltà informatiche di accesso dall’esterno con PC non forniti dall’Istituto, per vari motivi, tra qui la privacy e la sicurezza.

La FLC CGIL ha indicato i principali elementi che dovrebbero esserci in un accordo sul lavoro agile, partendo da una sperimentazione, come già sta accadendo in altri enti, tra i quali vari istituti di ricerca:

  1. Tutto il personale interessato deve potere partecipare. Ciò non toglie che se l’Istat vuole procedere subito per quanto riguarda alcune situazioni “emergenziali”, estendendo il metodo usato per piazza Marconi in occasione della Formula E o a Cagliari per i lavori, siamo molto d’accordo. Abbiamo citato il caso dei lavoratori che saranno trasferiti da via Depretis 77, quelli di viale Liegi che dal 1° luglio dovranno “subire” i lavori di ristrutturazione, ma i casi possono essere tanti e anche ad oggi imprevedibili.
  2. L’accordo dovrebbe fissare un limite massimo di giornate mensili di smart work, partendo da un numero non troppo basso. Per categorie particolari o emergenze limitate nel tempo si può pensare di aumentare il numero di giorni.
  3. L’orario nei giorni di smart working non deve essere rigidamente determinato, ma entro la fascia 7.45-19.
  4. La formazione si può fare in modalità e-learning per tutto il personale, differenziata tra dirigenti e non, anche rispondendo alla questione “culturale”
  5. L’accesso al lavoro agile deve avvenire esclusivamente su base volontaria
  6. L’accordo dovrebbe prevedere un monitoraggio sulla base di obiettivi, con criteri stabiliti con il coinvolgimento del CUG e delle organizzazioni sindacali.

Abbiamo inoltre con forza ricordato la questione delle chiusure forzate nella settimana di ferragosto e di prevedere fin da ora l’attivazione dello smart working proprio da agosto per tutto il personale, con la possibilità di lavorare anche nella settimana di chiusura. Per le sedi romane, permane la nostra proposta di tenere comunque aperta una sede, consentendo al personale di lavorare, come previsto dal CCNL 1998/2001, art. 59 comma 2.

Dopo un incontro fra i direttori, ci sarà una proposta concreta sulla sperimentazione del lavoro agile all’Istat a inizio luglio.

PROSSIMI IMPEGNI

Visto che neanche questa volta c’è stato tempo per l’informativa sulle sedi territoriali, abbiamo chiesto di inviarla per iscritto alle organizzazioni sindacali.

Il 20 giugno si terrà la prossima riunione di contrattazione. All’ordine del giorno ci sono il riconoscimento dell’anzianità a tempo determinato e il confronto sul piano di allocazione/razionalizzazione in seguito ai lavori nella sede di via Depretis 77, richiesto dalla FLC CGIL.

Abbiamo chiesto di fissare un incontro al più presto, anche tecnico, sulla questione del riconoscimento del tempo di missione, con particolare riferimento ai colleghi delle sedi territoriali: su questo l’amministrazione ha dato la sua disponibilità.

Ci sarà un incontro del direttore generale con il collegio dei revisori questa settimana, in seguito al quale l’Istat riformulerà una proposta di accordo sul salario accessorio 2018 IV-VIII, tenendo conto delle osservazioni sindacali: ci sarebbe la disponibilità dell'amministrazione a ridurre l'importo degli straordinari e a cambiare la formulazione sulla reperibilità, rinviandola a un successivo accordo. Sulla questione dei ratei della RIA la FLC CGIL, nel caso in cui l’amministrazione volesse cedere alle pressioni del MEF, adotterà tutte le azioni di contrasto possibili. Abbiamo sollecitato una soluzione sull'annosa vicenda del conto terzi.

L’amministrazione si è anche impegnata a presentare una bozza di bando dell’art. 54 “entro luglio”. Ci sembra già troppo tardi: crediamo sia necessario partire con il confronto all’inizio del prossimo mese, al più tardi. L’amministrazione si è impegnata a aprire e chiudere entro l’anno anche le procedure per la mobilità tra profili (art. 52). Gli anticipi di fascia sarebbero “quasi pronti”, così come fondo e accordo sul salario accessorio I-III 2018.

La sensazione generale è che non ci siano passi avanti concreti, e che non sia cambiato molto rispetto alla precedente gestione dei rapporti sindacali: le questioni si accumulano e crescono di numero, senza mai trovare una conclusione. Potremo verificarlo nei prossimi giorni, sia rispetto alle questioni legate al salario accessorio (articoli 53 e 54), sia, a inizio luglio, su telelavoro e lavoro agile. A luglio dovremo peraltro assolutamente incontrarci anche sul piano di fabbisogno e sul futuro dell’Ente: su scorrimenti e graduatorie che intende fare l'Istat? E sulla partecipazione dei rappresentanti eletti dal personale in Consiglio?

L'amministrazione deve ancora fare i conti sulle cessazioni reali, che non erano state conteggiate nell'ultimo piano e nel "quadro strategico" approvato a gennaio. 

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