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Uffici territoriali dell'Istat: è caos organizzativo e amministrativo

Un mese e mezzo dopo la riorganizzazione, sovrapposizioni e scarsa chiarezza sui ruoli amministrativi

12/10/2021
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Di seguito il comunicato della FLC CGIL sulla situazione nelle sedi territoriali dell'Istat, dopo la riorganizzazione che è partita il 1° settembre.


Uffici territoriali dell'Istat: è caos organizzativo e amministrativo

Tutto come previsto, in alcuni casi anche peggio. E’ passato quasi un mese e mezzo dall’introduzione della nuova organizzazione della rete territoriale dell’Istat, e in una situazione di incertezza normativa generale ancora non ci sono le call per i referenti di sede e le procedure amministrative sono assolutamente poco chiare, costringendo i colleghi a cercare faticosamente e autonomamente le possibili soluzioni a banali questioni come le richieste di permessi. Tutto ciò è stato reso ancora più evidente dai disservizi nella lettura delle timbrature degli scorsi giorni.

È urgentissimo che si apra la procedura di nomina dei referenti di sede, così come sono necessarie linee guida nazionali univoche sui ruoli e le procedure amministrative.

La sovrapposizione di attività “vecchie” e nuove sta sottoponendo le colleghe e i colleghi, soprattutto chi è impegnato nel censimento della popolazione, a uno stress incredibile, con richieste da parte di alcuni dirigenti di continue riunioni per impostare le attività, non conciliabili con le operazioni censuarie. A tutto questo si aggiunge il corso obbligatorio sulla sicurezza, che ha richiesto un elevato numero di ore e sicuramente non tarato rispetto alle attività dell’Istat. 

Avevamo chiesto di spostare al 1° gennaio l’inizio della nuova organizzazione, ribadiamo che occorre procedere nel rispetto del personale, che finora con grande senso di responsabilità ha garantito l’efficienza del lavoro dell’Istat.

Altro problema che apparentemente si sta ponendo è quello di una diminuzione, dovuta agli ulteriori accorpamenti regionali, di incarichi per i colleghi, in un settore dell’Istituto che già era penalizzato in termini di titoli, come essere referente di indagine o di attività, utili per i concorsi interni ed esterni.

Il problema strutturale è sempre lo stesso: il personale dell’Istat, negli uffici territoriali come nelle sedi centrale, è insufficiente. Lo dimostrano le stesse nuove assegnazioni: ci sono sedi dove una sola persona si dovrebbe occupare di tutta la raccolta dati, o altre dove alcuni servizi non hanno nessun lavoratore assegnato!

Occorrono tempi certi per la conclusione dei concorsi del 2018, per i bandi e le tempistiche dei nuovi concorsi al VI e al III livello, per il bando di mobilità che si è chiuso a fine settembre.

In attesa della riunione di domani sulle novità normative e sull'attuazione dello smart work emergenziale, crediamo vadano in ogni caso riconvocati in tutte le sedi i comitati per la sicurezza (eventualmente aggiornando i membri dell’amministrazione in base alla nuova organizzazione) per confrontarsi su come affrontare insieme i prossimi passaggi, avendo sempre attenzione primaria per la tutela della salute e della sicurezza di tutte le lavoratrici e i lavoratori.

FLC CGIL, 11 ottobre 2021

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