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ISTAT: i lavoratori consentono la pubblicazione dei dati sull'occupazione

Le organizzazioni sindacali sospendono lo stato di agitazione per consentire lunedì 29 settembre la diffusione dei dati su occupazione e disoccupazione in Italia.

29/09/2008
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FLC CGIL - FIR CISL - UILPA-UR

Per la prima volta nella storia dell'Istat il 18 settembre non sono stati prodotti, a causa dell'agitazione e della mobilitazione dei lavoratori dell'Istituto, i dati su occupazione e disoccupazione. Lo stato di agitazione senza precedenti, indetto da FLC Cgil, Fir Cisl e Uil Pa-Ur, è iniziato il 18 agosto ed è finalizzato ad evitare il rischio di sprechi derivanti dall'esternalizzazione della rete di rilevazione sulle forze di lavoro (secondo quanto previsto dalle decisioni del Consiglio d'Istituto) e ad assicurare un futuro stabile ai 317 rilevatori dell'indagine (da 6 anni con contratti co.co.co., rinnovati di anno in anno) che rischiano, dal 1 Gennaio 2009 contestualmente alla chiusura dell'indagine, di essere disoccupati.

La responsabile decisione di consentire la diffusione del dato trimestrale sulle forze di lavoro, per informare il paese sullo stato dell'occupazione, sospendendo temporaneamente la mobilitazione, deriva dalla prospettiva di apertura di un tavolo di confronto, ottenuta dopo gli incontri avvenuti nell'ultima settimana con il Presidente Luigi Biggeri e il Consiglio dell'Istat.

Lunedì 29 i dati su occupazione e disoccupazione usciranno, ma lo stato di agitazione del personale rimane, permanendo le ragioni di massima preoccupazione per il futuro dell'indagine e dei rilevatori in essa impiegati. Dai pochi elementi a disposizione delle organizzazioni sindacali la via dell'esternalizzazione continua ad apparire un'operazione preoccupante che non risponde agli standard di affidabilità della statistica ufficiale, rappresentando altresì un potenziale aggravio della spesa pubblica, contraddicendo la necessità di razionalizzazione, risparmio e valorizzazione delle 'eccellenze produttive' enunciate nel Piano Industriale della P.A..

Le ragioni della protesta vanno aggravandosi in queste ultime ore in cui il Governo Berlusconi, dopo aver dato il via ad una Finanziaria 2009 che restringe ulteriormente i già falcidiati spazi e risorse della contrattazione pubblica, si accinge ad approvare, all'interno del collegato "monstre" (ddl n. 1441 in iter di approvazione parlamentare) un emendamento nel quale si sopprimono le disposizioni del comma 519 della L. n. 296 (finanziaria 2007) e di tutte le misure normative successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato pubblico, dalla cui permanenza dipendono, invece, le speranze di mantenimento in servizio e di futura stabilizzazione di migliaia e migliaia di lavoratori precari pubblici ed il funzionamento ordinario dei servizi pubblici.

Sede, 26 settembre 2008

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